Home / Consolidamento terreni / Punta Della Dogana

Punta Della Dogana

Punta Della Dogana

Consolidamento
Terreni

Tipo di struttura: Edifici storici e di pregio

Tipo servizio: Deep Injections

Comune: Venezia

Provincia: Venezia

Regione: Veneto

 

DOWNLOAD CASE HISTORY

 

LA STRUTTURA

Tra gli edifici-simbolo della città di Venezia, venne edificato nel 1677 alla confluenza del Canal Grande con il Canale della Giudecca ed il bacino di San Marco.

 

IL PROBLEMA

Improvvisi cedimenti del muro di sponda e del retrostante edificio monumentale della Dogana a causa di lavori di risanamento della riva lungo il Canal Grande iniziati nel Maggio 2003.

 

L’INTERVENTO

Anno di esecuzione

2004

Durata dei lavori

l’intervento è stato suddiviso in 2 fasi: una di 15gg e l’altra di 12gg, questo per favorire la dissipazione delle pressioni neutre. Arco temporale complessivo di 6 mesi.
I lavori di manutenzione dell’alveo del Canal Grande, con aggottamento della falda, hanno prodotto un principio di sifonamento che ha interessato il terreno a tergo del muro di sponda del canale. L’edificio a pianta trapezoidale, complice l’eterogeneità delle strutture di fondazione (in parte murature di mattoni e pietra lavorata che appoggiano direttamente sul terreno, in parte pali di legno infissi ed infine una porzione di basamento di una preesistente torre) ha subito dei cedimenti verticali differenziali nonché una rotazione verso l’esterno delle facciate, specie sul lato prospiciente il canal Grande. Tale cinematismo ha riattivato delle lesioni di vecchia data e ne ha creato delle nuove sulle contropareti, sui muri portanti e sul corpo scale.

Indagini in sito e prove di laboratorio

[Relazione geotecnica redatta dallo Studio Geotecnico Italiano in data 4 agosto 2004 ]

  • le fondazioni sono state ispezionate mediante carotaggi e pozzetti esplorativi per definirne dimensioni trasversali e piano di appoggio;
  • campagna di indagini geognostiche (comprensiva di prove SPT, CPTU, prove granulometriche) volta a definire la successione di strati dal piano banchina fino alla profondità di 30m;
  • monitoraggio del quadro fessurativo, che ha conosciuto un’ampia diffusione nella fase precedente alla posa in opera di tiranti atti a legare la struttura;
  • livellazioni sulle rive di entrambi i canali (8 capisaldi a partire dal luglio 2001, 12 capisaldi dal settembre 2001 fino ad un numero di 15 dal luglio 2002), la maggior parte di queste hanno mostrato un brusco incremento dei cedimenti fra due successive letture;
  • livellazioni lungo i due lati del corridoio centrale al primo piano dell’edificio (dal marzo 2004 al maggio 2004), da queste si è appurato che la parte centrale dell’edificio non ha subito cedimenti nel periodo considerato;
  • misure distometriche orizzontali al primo piano dell’edificio (8 disposte in direzione trasversale e 5 in direzione longitudinale)

 

Software utilizzati per modellare l’intervento

codice di calcolo agli elementi finiti 3D + software di calcolo Uretek S.I.M.S. 1.0 basato sull’espansione delle cavità finite di Yu H. S. e Houlsby G. T. (1991).

Modalità di intervento

si è applicata la metodologia Uretek deep injections con l’impiego della resina Uretek Geoplus al terreno di fondazione e a quello a tergo del muro di sponda del canale, senza interferire direttamente con le strutture murarie esistenti.

L’intervento ha avuto luogo in due fasi:

1ª FASE

Compattazione superficiale: iniezioni all’intradosso delle fondazioni allo scopo di migliorare le caratteristiche geomeccaniche del terreno più prossimo al piano di posa e riempire i vuoti macroscopici presenti all’interfaccia fondazione-terreno.

2ª FASE

Consolidazione in profondità: iniezioni nel volume di terreno interessato dai carichi soprastanti fino a raggiungere il tetto della formazione sabbiosa (massima profondità trattamento: -8,50m.s.m.m. Sul lato canal Grande e -5,00m.s.m.m. Sul lato canale della Giudecca).

Schema in pianta dei punti di intervento:

Si è così descritta una maglia di iniezioni disposta su un numero di livelli variabile da 4 a 7 con interasse fra i fori pari a circa 50 cm. Si è effettuato anche un trattamento di tipo colonnare, realizzato sfilando il tubo di iniezione dal foro con velocità controllata durante l’erogazione di resina, questo ha interessato una striscia di terreno a tergo del muro di sponda nell’intervallo di quote da -8,50m fino a -3,00 m.s.l.m. mediante colonne di iniezione ad interasse di 50 cm. Schema tipo di trattamento a 6 livelli di iniezione

Esito dell’intervento

Le prove di controllo effettuate presso il cantiere hanno permesso di verificare l’esito dell’intervento di consolidamento del terreno. I metodi di controllo adottati da Uretek sono i seguenti:

  • monitoraggio del fabbricato con livello laser durante l’esecuzione delle iniezioni;
  • livellazione di precisione sulla porzione di fabbricato interessata dal trattamento per un periodo di 6 mesi durante e dopo il trattamento;
  • prove penetrometriche nel volume di terreno interessato dal trattamento prima, durante e dopo l’intervento. Le prove sono state condotte con l’uso di un penetrometro DPM30, avente massa battente di 30 kg ed altezza di caduta di 0,20 m.

I grafici di seguito riportati si riferiscono al numero di colpi necessari ad infiggere la punta dello strumento per 0,10 m di avanzamento, in relazione alla profondità:
(l’istogramma confronta le prove penetrometriche PPA, effettuata prima dell’intervento, con le prove PP1, effettuata dopo la prima fase; le prove PP2 e PP3 effettuate alla fine della seconda fase e la PP4 realizzata al termine dell’intervento)

 

OSSERVAZIONI

l’intervento, eseguito dai tecnici Uretek in completa autonomia, non solo costituisce un esempio di come la tecnica sia risolutiva ai fini del consolidamento dei terreni sia in presenza di gradienti idraulici che di terreni di varia natura (da sabbioso-limosi a limo-argillosi poco consistenti e con inclusioni lignee), ma attesta anche l’efficacia di questo tipo di tecnica in situazioni che richiedono un tempestivo intervento per ovviare a dissesti di edifici, indipendentemente dal tipo di fondazioni, e la possibilità di intervenire in siti poco accessibili ed in condizioni che pongono molti limiti operativi, con ridotti oneri e dispendio di tempo.

 

PUNTA DELLA DOGANA OGGI

Dopo il consolidamento e la realizzazione di lavori di rifondazione del corpo di fabbrica, che lo portano al riparo sia dall’umidità sia dagli affetti delle alte maree, l’edificio è stato oggetto di un restauro architettonico a cura dell’architetto giapponese Tadao Ando, votandolo così a centro d’arte contemporanea. L’ex porto monumentale della città è ora sede permanente delle opere dalla collezione di François Pinault.