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Museo di Storia Naturale

Museo di Storia Naturale

Consolidamento
Terreni

Tipo di struttura: Edifici storici e di pregio

Tipo servizio: Deep Injections

Comune: Parigi

Regione: Francia

 

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L’EDIFICIO

Il Museo naturalistico di Parigi vanta collezioni che contano circa due milioni e mezzo di opere su 3000 m2 di sale espositive. Il museo offre un percorso progressivo per seguire la storia della vita: dalla ricostruzione di uno scheletro di quetzalcoatlus, il più grande rettile volante conosciuto, a quello di un elefante asiatico naturalizzato, poi vi sono 4500 esemplari di uccelli e serie oceaniche notevoli; non manca l’orto botanico che consente al pubblico di riscoprire la vita delle piante ed i loro complessi rapporti con l’ambiente.

Oggetto dell’intervento è stato l’edificio che ospita la galleria di paleontologia, concepito dall’architetto Fernand Dutert in occasione dell’esposizione universale del 1900 sull’antico letto del fiume Bièvre. Ha uno stile eclettico tipico dell’architettura di fine 18° secolo che unisce metallo e muratura sullo sfondo di una decorazione che prelude lo stile liberty di inizio novecento.

 

IL PROBLEMA

l’edificio, di quasi 100m di lunghezza, essendo sprovvisto di giunti di dilatazione ha conosciuto i primi dissesti già a cavallo delle due guerre mondiali. Durante gli anni si è poi potuto osservare un movimento pressoché costante, mentre a partire dal 1998 è si notato un accentuarsi del punzonamento di alcuni pali nel terreno di fondazione della struttura.

Quando il direttore del Patrimonio del Museo di Storia Naturale, M. Arifont, ha notato l’accentuarsi del fenomeno, con il prodursi di svariate lesioni che presentavano un’apertura variabile da 1 a 2cm, a seconda della zona, è stato deciso di intervenire tempestivamente per porre rimedio alla situazione.
Nonostante svariati studi la causa del dissesto non è mai stata individuata chiaramente, anche se è molto probabile una sua diretta correlazione con la circolazione d’acqua nel sottosuolo dell’edificio della la quale non è nota l’origine.

 

L’INTERVENTO

Anno di esecuzione

2004

Durata dei lavori

Le iniezioni di resina sono state realizzate in meno di una settimana secondo una maglia precisa studiata al fine di porre rimedio al danno e stabilizzare il terreno permanentemente.

I sottosuoli sprofondati si trovavano in parte sotto la galleria di Paleontologia, si è perciò provveduto a trasferire d’urgenza gli uffici occupati dai ricercatori e le parti dell’edificio lesionate sono state puntellate. Si trattava principalmente di evitare che si generassero delle tensioni nelle pavimentazioni della sala d’esposizione aperta al pubblico. 
La direzione del Patrimonio del Museo decise fin dall’inizio di commissionare al CEBTP (Centro sperimentale di ricerca e studio del Dipartimento di Costruzioni e Lavori Pubblici) l’indagine sulle cause del dissesto. Questo ente nel suo rapporto finale consiglia delle iniezioni di resina espandente per consolidare i terreni di fondazione dell’edificio.

La direzione del Patrimonio del Museo rilascia allora un certificato amministrativo a sostegno dei rapporti del CEBTP e dell’architetto capo dei Monumenti Storici per giustificare la scelta esclusiva della tecnica di consolidamento del terreno di fondazione con resine.

Indagini in sito e prove di laboratorio

Sondaggi eseguiti dal CEBTP con indagine geognostica che a metà dicembre del 2004 ha dato come responso l’esistenza di un generale allentamento e detensionamento del terreno di fondazione.

Modalità di intervento

metodo Uretek Deep Injections con fori in profondità e distribuiti lungo i nastri di fondazione al di sotto delle sale espositive.

Esito dell’intervento

I risultati del monitoraggio e dei test penetrometrici comparativi eseguiti, hanno confermato il successo dell’intervento.



Dopo che le crepe sono state chiuse non si sono più riaperte e i ricercatori hanno potuto ritornare nel loro spazio lavorativo. Inoltre, una volta che l’insieme si è stabilizzato, sono stati fatti degli studi complementari per scoprire, alla fine, che una conduttura di riscaldamento urbano era rotta sotto la parte danneggiata dell’edificio, sono stati realizzati perciò dei lavori di riparazione e ristrutturazione mirati a risolvere anche questo problema.


OSSERVAZIONI

Dal resoconto di questo intervento, eseguito con successo presso uno dei padiglioni del Museo di storia naturale di Parigi, si segnala la scarsa invasività della tecnica (che non necessita di opere provvisionali o della movimentazione di ingombranti macchinari) e la capacità delle squadre di lavorare in un ambiente ristretto in ragione della presenza di più puntellamenti. Si comprende inoltre come la tecnica di consolidamento Uretek restituisca immediatamente una buona coesione ai terreni allentati e destrutturati, che nel caso in esame si è rivelata essenziale per arrestare repentinamente il pericoloso dissesto del terreno e consentire di intraprendere in un secondo momento nuove ricerche che hanno determinato l’origine precisa del problema da ravvisarsi nella circolazione d’acqua sotterranea.