Un condominio di Roma, tipico edificio romano degli anni ‘20 del secolo scorso, composto da 5 elevazioni fuori terra più seminterrato, manifestava un quadro fessurativo riconducibile a cedimento fondale sulle varie elevazioni di piano, in particolare sul prospetto che affaccia su Viale Regina Margherita. Le cause del cedimento sono state individuate nel deterioramento delle caratteristiche geomeccaniche del terreno di fondazione dovuto a protratte infiltrazioni idriche determinate dagli scarichi perdenti.
IL PROBLEMA
Le crepe rilevate sulla struttura erano concentrate soprattutto sull'ala est dell'edificio. La causa è stata individuata in un cedimento fondale indotto da significative perdite d'acqua, provocate dalla rottura di un tratto della rete fognaria che passava proprio sotto il piano cantine.
L'infiltrazione prolungata di acqua nel sottosuolo aveva progressivamente dilavato e indebolito il terreno di fondazione, riducendone la capacità portante e causando gli assestamenti differenziali che si riflettevano, in superficie, nelle lesioni sulle murature. Una situazione tipica dei cedimenti fondali da dilavamento, in cui il problema strutturale visibile è solo la conseguenza finale di un fenomeno che si sviluppa in profondità, spesso per anni, prima di manifestarsi.
LA SOLUZIONE
Per risolvere il problema alla radice, Uretek è intervenuta con un consolidamento del terreno di fondazione secondo il metodo "a pozzi e barulle", tecnica geotecnica che consente di trattare in profondità il terreno direttamente al di sotto delle fondazioni esistenti, senza la necessità di scavi estesi o di interventi strutturali invasivi sull'edificio.
Nello specifico, l'intervento ha previsto:
- l'esecuzione di 44 pozzi di fondazione, realizzati in corrispondenza dei punti critici individuati dall'analisi tecnica preliminare;
- il consolidamento del terreno fino a 4 metri di profondità, tramite iniezioni mirate di resine espandenti;
- un monitoraggio continuo dell'intervento, condotto tramite sistema laser e sistema radar 3D, per garantire in tempo reale sicurezza ed efficacia di ogni fase di iniezione.
Le resine espandenti Uretek, iniettate in profondità nel terreno, si espandono compattando e consolidando gli strati indeboliti, restituendo al suolo di fondazione la capacità portante necessaria a sostenere correttamente il fabbricato. Il monitoraggio laser, in particolare, ha permesso di verificare in tempo reale il principio di sollevamento della struttura durante le lavorazioni, un parametro chiave per calibrare con precisione l'intervento su ogni singolo pozzo.
Il progetto nel dettaglio
L'intero intervento di consolidamento fondazioni è stato completato in 15 giorni lavorativi, un tempo estremamente contenuto se paragonato alle tempistiche di un consolidamento tradizionale, che in contesti urbani densi come il centro di Roma richiederebbe normalmente scavi, puntellamenti e mesi di cantiere.
Per garantire la massima sicurezza durante tutte le fasi di lavorazione, Uretek ha affiancato all'intervento un sistema di monitoraggio con radar 3D, in grado di tenere sotto controllo simultaneamente tutti i punti significativi della struttura e di rilevare in tempo reale anche i più piccoli micro-spostamenti, garantendo così un controllo puntuale e continuo dell'efficacia del consolidamento.

Il sistema di monitoraggio radar 3D, affiancato al monitoraggio laser, ha consentito di eseguire prove comparative pre e post intervento, documentando in modo oggettivo l'efficacia del consolidamento su ciascuno dei 44 pozzi trattati e garantendo la piena tracciabilità tecnica dei risultati raggiunti.
Prove penetrometriche comparative pre e post intervento
Lo schema di intervento

I risultati: fondazioni consolidate e struttura messa in sicurezza
Al termine dell'intervento, il condominio di Viale Regina Margherita ha ottenuto:
- 44 pozzi di fondazione consolidati, con trattamento del terreno fino a 4 metri di profondità;
- arresto del cedimento fondale e stabilizzazione del quadro fessurativo sull'ala est dell'edificio;
- cantiere completato in 15 giorni lavorativi, senza necessità di sgombero dell'edificio né interventi demolitivi;
- verifica strumentale dei risultati, grazie al monitoraggio laser e radar 3D condotto per tutta la durata dei lavori.
Perché scegliere Uretek per il consolidamento delle fondazioni
Questo intervento è un esempio emblematico di come il consolidamento del terreno con resine espandenti rappresenti oggi la soluzione più efficiente per affrontare i cedimenti fondali, soprattutto in contesti urbani complessi e su edifici storici:
- nessuna demolizione né scavo esteso, a differenza delle tecniche di sottofondazione tradizionali;
- tempi di cantiere ridotti, anche su interventi estesi come questo, con 44 pozzi trattati in 15 giorni;
- monitoraggio in tempo reale dell'intervento, con sistemi laser e radar 3D che garantiscono controllo e sicurezza in ogni fase;
- compatibilità con edifici occupati, senza necessità di sgomberare gli inquilini durante i lavori