Consolidamento del rivestimento in calcestruzzo delle gallerie - metropolitana di Roma

    LUOGO: Metropolitana di Roma - Linea A - Roma Italia
    ANNO: 2005

    IL PROBLEMA

    Degrado dei rivestimenti in calcestruzzo delle gallerie, degli attrezzaggi tecnici ed impiantistici, delle finiture e degli impianti della stazione.

    LA SOLUZIONE

    Interruzione della continuità longitudinale dei vuoti macroscopici presenti all’intradosso del rivestimento in calcestruzzo della galleria con iniezioni di resina espandente Uretek Geoplus®- tecnologia Uretek Deep Injections®

    La linea A della metropolitana di Roma, caratterizzata dal colore arancione, è stata la seconda linea ad essere costruita nella Capitale e conta ad oggi 27 stazioni per una lunghezza di 18,425 km. Oggetto del nostro intervento è stato il tratto di galleria tra le stazioni di Roma Termini e Colli Albani.

    IL PROBLEMA

    Le diffuse infiltrazioni avevano causato fenomeni di degrado rilevabili sia nei rivestimenti in calcestruzzo armato delle gallerie che negli attrezzaggi tecnici ed impiantistici della linea, oltre che nelle finiture e negli impianti di stazione.

    Le esigenze del cliente
    Era necessario sanare e consolidare con urgenza tutte le strutture per garantire la sicurezza del servizio senza interrompere la regolare circolazione dei treni.

    Perché è stata scelta la soluzione Uretek:

    • Rapidità
      attenta pianificazione e programmazione dei tempi di esecuzione che permettevano di realizzare l’opera in pochi giorni lavorativi;
    • Non invasività
       l’intervento proposto da Uretek non necessitava di scavi o lavori in muratura, non avrebbe sporcato l’area né prodotto scarti di lavorazione;
    • Intervento localizzato
      la squadra di Uretek avrebbe circoscritto la propria area di intervento permettendo il regolare svolgimento delle attività lavorative;
    • Monitoraggio continuo del lavoro
      sia durante che dopo l’intervento le attività sarebbero state sottoposte a controllo mediante tecnologie d’avanguardia e personale altamente qualificato;
    • Applicazione della tecnologia esclusiva Uretek Deep Injectios®
      che inietta nel terreno una speciale resina espandente ad alta pressione di rigonfiamento che compatta il terreno e stabilizza le strutture;
    • Attenzione all’ambiente:
      la miscelazione fuori terra delle resine Uretek® genera un prodotto finale inerte, che non rilascia eluati nel terreno e nelle eventuali falde presenti.
    • Uretek è qualificata per la categoria di specializzazione LOC001 (SQ011 - SISTEMA DI QUALIFICAZIONE “LAVORI OPERE CIVILI ALLA SEDE FERROVIARIA”) e da SNFC per know-how nel settore ferroviario.

    LA SOLUZIONE

    Abbiamo riempito i vuoti, presenti tra il rivestimento in conci prefabbricati in calcestruzzo e il terreno, iniettando la speciale resina Uretek Geoplus®. Gli sbarramenti così realizzati hanno avuto lo scopo di interrompere la continuità dei vuoti macroscopici presenti sia longitudinalmente che trasversalmente, in modo da permettere successive iniezioni di cemento senza dispersioni. Abbiamo trattato due setti costituiti, ciascuno, da tre anelli consecutivi di conci prefabbricati denominati A B C D E F. Lo scopo è stato raggiunto in entrambi i settori oggetto di intervento.

    schema1

     

    L'INTERVENTO NEL DETTAGLIO

    La situazione iniziale
    La tratta oggetto dell’intervento era caratterizzata dalla presenza di due distinte gallerie di corsa che presentavano un rivestimento in anelli costituiti da conci prefabbricati realizzati in calcestruzzo. Ogni anello aveva la dimensione di 1 metro parallelamente all’asse della galleria. I conci prefabbricati presentavano verso l’interno della galleria nervature perimetrali ed intermedie e la superficie del rivestimento risultava quindi sagomata “a nicchie”. La metodologia costruttiva adottata non aveva previsto l’inserimento di guarnizioni lungo il contatto tra i diversi conci e la tenuta risultava quindi affidata all’interposizione tra gli stessi di uno strato di mastice bituminoso. Le vie d’infiltrazione risultavano in generale localizzate in corrispondenza dei giunti tra i conci e i fori di alloggiamento dei bulloni di serraggio. Dai risultati della campagna di analisi condotta tra il dicembre ’99 ed il gennaio 2000 (carotaggi, georadar, prove Lugeon, ecc…) abbiamo dedotto un elevato coefficiente di permeabilità e indicato come probabili cause di infiltrazione un generale scollamento del rivestimento in calcestruzzo dal terreno retrostante e la presenza di vuoti fino a circa 20 cm di spessore. Essendo i vuoti continui sia longitudinalmente che trasversalmente, abbiamo supposto che il cosiddetto “spessore di extra scavo” non fosse stato riempito in modo adeguato.

    Le fasi operative
    Le opere precedentemente realizzate per contenere le infiltrazioni si erano in generale limitate a tentativi di tamponatura dall’interno (sigillatura e stuccatura dei giunti con vari materiali) e/o all’incanalamento delle acque di percolazione presenti all’interno dei rivestimenti (messa in opera di canalette e coprigiunti) e non avevano portato a risultati sufficientemente apprezzabili in un’ottica di risanamento generalizzato e durevole dell’opera.
    Dopo aver trasferito tutte le attrezzature e i fusti della resina dal camion Uretek al vagone ferroviario ed aver allestito un adeguato ponteggio per il sollevamento in sicurezza di un operatore in calotta, abbiamo iniettato la resina all’intradosso dei conci per tre quarti della circonferenza degli anelli. Per ogni setto sono stati interessati circa 42 mq.
    Lavorando di notte, tra le ore 23.00 e le ore 4.00, abbiamo potuto trattare un setto per notte. Per realizzare le iniezioni abbiamo utilizzato delle perforazioni, preventivamente predisposte dall’impresa generale, appositamente attrezzate con tubicini in rame (Ø 12 mm) sigillati al calcestruzzo dei conci.
    Abbiamo ottimizzato la sequenza delle iniezioni per il raggiungimento dello scopo: realizzare degli sbarramenti che interrompessero la continuità longitudinale dei vuoti macroscopici presenti all’intradosso del rivestimento in calcestruzzo della galleria.

    schema2