Una delle sfide prioritarie per la gestione del patrimonio infrastrutturale italiano è quella di garantire l’efficienza e la sicurezza della rete stradale. Se l’attenzione dei media e dei piani di investimento si concentra spesso sulle grandi arterie autostradali, la vera ossatura capillare del Paese è costituita dalla rete delle strade provinciali. Con oltre 130.000 chilometri gestiti, la rete viaria provinciale costituisce l’80% delle strade extraurbane del Paese. Tuttavia, anni di sottoinvestimenti e l’incidenza sempre maggiore di tratti a rischio idrogeologico hanno generato un importante deficit manutentivo.
Quando si parla di degrado stradale, la tendenza comune è quella di limitarsi all’analisi degli strati superficiali usurati - ormaie, cavillature, buche e deformazioni dell’asfalto - intervenendo con risanamenti del manto d’usura che spesso si rivelano semplici palliativi temporanei. La realtà è spesso più complessa: l’ammaloramento visibile in superficie è quasi sempre il sintomo di un dissesto che affonda le sue radici più in basso.
Problemi di saturazione idrica, dilavamento dei fini, deficit di portanza e cedimenti differenziali nelle fondazioni della sovrastruttura - sia che l’opera si sviluppi in rilevato, sia che corra a mezza costa - compromettono la capacità portante del sistema terra-pavimentazione. Senza un intervento al di sotto della quota di fondazione, il rifacimento degli strati superficiali è destinato a fallire in poco tempo sotto i cicli di carico del traffico se non si adottano le giuste contromisure. Questo aspetto sta diventando sempre più importante in un contesto in cui si aggiunge negli ultimi tempi una nuova incognita: il forte aumento del prezzo del bitume, collegato alla complessa situazione geopolitica internazionale.
In questo scenario di necessaria ottimizzazione delle risorse e di efficienza tecnica, Uretek sfrutta la propria competenza nel consolidamento dei terreni di fondazione mediante l’utilizzo di resine espandenti. Questo approccio innovativo, rapido e a basso impatto sulla circolazione stradale, consente di stabilizzare e migliorare le caratteristiche meccaniche del terreno di fondazione, nel volume di terreno interessato dai carichi derivanti dalla circolazione.
Di seguito viene analizzato il caso studio relativo all’intervento di manutenzione condotto lungo diversi tratti della SP 58, in Val di Scalve (BG).