La solita storia - di Mario Tozzi

15/11/2011

La solita storia - di Mario Tozzi
Le alluvioni e le frane che hanno ucciso e devastato in Liguria e Toscana dipendono da fattori che i geologi conoscono bene. La prima è che è piovuto in modo eccezionale: fino a 600 mm di acqua in una giornata, cioè quello che, normalmente, piove in sei mesi da quelle parti.     La seconda causa sta nel fatto che il territorio italiano è giovane e geologicamente molto attivo, dunque ospita naturalmente frane e alluvioni. Tutti le altre cause, però, sono direttamente legate alle colpe degli uomini. Non si ripuliscono i detriti (i tronchi morti, non quelli vivi) dai corsi d’acqua e qualcuno arriva a dare la colpa alla ghiaia che si accumulerebbe e farebbe “salire” il letto dei fiumi. Ma cosa si vorrebbe fare dei nostri fiumi, ridurli a un canale di cemento senza alberi, senza ghiaia, senza vita? Come a Los Angeles (dove comunque le alluvioni ci sono lo stesso)? Le vere colpe in realtà le hanno gli stessi amministratori che nel corso degli anni hanno dato il permesso di costruire dentro gli alvei, quelli che cementificano e asfaltano tutto per poi lamentarsi che il fiume non trattiene più le acque: per forza, se rendi tutto impermeabile l’acqua non si infiltra più nel sottosuolo e rimane in superficie a devastare. E’ vero che certi paesi erano lì da mille anni, ma bisogna ricordare che le alluvioni c’erano ugualmente, solo che facevano meno danni perché i paesi erano più piccoli e c’era meno esposizione al rischio naturale. E non si vuole capire che le piogge in quella zona d’Italia sono cambiate da almeno vent’anni: le bombe d’acqua oggi sono una realtà diffusa. E se hai costruito nell’impluvio di un corso d’acqua non importa se lo hai fatto mille o dieci anni fa, il fiume farà il suo corso.