Impianti di cantiere

I campi d’applicazione dei procedimenti d’iniezione nell’ingegneria civile sono molteplici e in continuo sviluppo: fondazioni e sottofondazioni, scavi a cielo aperto, gallerie, schermi d’impermeabilizzazione per dighe di ritenuta,ecc. L’utilizzo di una sempre più ampia gamma di miscele ha quindi comportato l’affinamento nella tecnica d’iniezione: è stato necessario un adeguamento degli impianti, così da renderli rispondenti alle accresciute necessità operative.

I principali requisiti di un impianto di iniezione sono:

  • affidabilità del ciclo di preparazione delle miscele, i cui valori di viscosità e peso specifico non possono discostarsi da quelli prefissati;
  • modalità di iniezione programmabili in funzione della quantità di miscela da iniettare o delle pressioni limite da raggiungere;
  • sicurezza dell’impianto, ossia protezione dall’eventuale tossicità dei materiali costituenti le miscele o delle miscele stesse;
  • sicurezza in termini ecologici dell’intervento, ossia controllo dei tempi di presa compatibili con la non diffusione del prodotto iniettato all’esterno del volume di terreno teorico interessato, e neutralizzazione chimica o biologica delle acque di lavorazione prima della messa in discarica.

Tali obiettivi sono stati raggiunti con l’automatizzazione delle singole unità componenti l’impianto, riservando agli addetti alla centrale d’iniezione solo funzioni di controllo e di pronto intervento. Lo schema di un normale impianto predisposto per il confezionamento di miscele cementizie stabili a dosaggi variabili, e da due tipi di  miscele chimiche, è costituito da:

  • due silos per cemento e bentonite e una serie di serbatoi per lo stoccaggio dei prodotti chimici che alimentano tre miscelatori principali, a funzionamento regolabile automaticamente, per la formazione delle diverse miscele nelle esatte composizioni;
  • una serie di otto dosatori automatici posti a valle dei mescolatori e utilizzati per la taratura e la contemporanea registrazione dei volumi di miscela di volta in volta utilizzata;
  • una corrispondente serie di otto iniettori alternativi per il pompaggio delle miscele ai relativi settori d’intervento (fori d’iniezione);
  • apposite attrezzature, poste a valle di ogni singolo iniettore, che controllano i valori di pressione e portata dell’iniezione ed intervengono automaticamente quando sono superati i limiti imposti.

Fig. 4.21: Schema dell’impianto di iniezione